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La Cardiologia Riabilitativa ha sempre albergato in sé due componenti fondamentali che ne caratterizzano l’attività di recupero del cardiopatico: una dedicata alla ripresa della capacità funzionale, incentrata sul training fisico; un’altra, di tipo educazionale, destinata alla modifica di fattori di rischio e di errati stili di vita, vero intervento di prevenzione secondaria.

Quello che dall’esterno, dai “non addetti ai lavori”, si è voluto spesso unicamente vedere era la mera attività di palestra, addirittura considerata l’unico intervento riabilitativo effettuato, forse comunque l’attività principale per alcuni centri. In ogni caso da tempo si è progressivamente dedicato sempre più spazio alla componente educazionale, preventiva, e lo studio GOSPEL (Global Secondary Prevention Strategies to Limit Event Recurrence After Myocardial Infarction) ha offerto a questo scopo l’opportunità di utilizzare un metodo, uno strumento operativo molto articolato che possa essere comune a tutti i centri di Cardiologia Riabilitativa.

Dopo un infarto non è più sufficiente pensare di fare solo esercizio fisico per qualche tempo e poi riprendere, ma è necessario un approccio strategico più ampio in cui la combinazione di riabilitazione e prevenzione secondaria deve essere lo standard di cura nei pazienti con malattia coronarica una volta specificati gli obiettivi in termini di risultati misurabili su capacità funzionale, stili comportamentali e fattori di rischio collegati agli indicatori clinici di risultato.

Riabilitazione Cardiologica valore aggiunto nella Prevenzione Secondaria - Blog AbanoMed

La riabilitazione cardiovascolare è un valore aggiunto in prevenzione secondaria? Il quesito è retorico e la risposta è ovviamente affermativa.

In riabilitazione cardiovascolare bisogna offrire un intervento unitario e omnicomprensivo, non solo parcellare; bisogna fornire un’assistenza globale ed una vera continuità assistenziale incentrate su valutazione clinico-strumentale, training fisico ed ottimizzazione terapeutica, facile contatto con il cardiologo per valutazione di sintomi, per consigli e suggerimenti, per la correzione dei fattori di rischio, per la rassicurazione dei pazienti in previsione del reinserimento socio ambientale; vanno inoltre intraprese varie azioni per favorire la compliance del paziente verso i programmi di prevenzione secondaria.

Sicuramente rimane da sottolineare la centralità dell’attività fisica in riabilitazione cardiologica: è cardine del programma riabilitativo, è rilevante nei soggetti con disfunzione ventricolare sinistra e nello scompensato, ha un effetto diretto come componente dello stile di vita per il ruolo che svolge in prevenzione secondaria anche in fase di mantenimento, è estendibile pure a pazienti anziani che possono beneficiarne altrettanto dei giovani.

Il training fisico, quindi, è la componente che maggiormente caratterizza e differenzia la cardiologia riabilitativa rispetto a qualsiasi altro tipo di intervento “solo educazionale” quando si vogliano proporre interventi di prevenzione secondaria.

La Cardiologia Riabilitativa diviene pertanto sicuramente il “Valore Aggiunto” in prevenzione secondaria appunto per la possibilità di offrire una importante componente che altri non possono dare: il training fisico. Sono noti gli effetti favorevoli dell’attività fisica, che vanno ben oltre il semplice miglioramento della capacità funzionale, sui più importanti fattori di rischio cardiovascolare quali diabete mellito, dislipidemia e sul versante emostatico-coagulativo; è pure documentata la riduzione di mortalità e morbilità.

L’efficacia dell’intervento combinato di prevenzione, e riabilitazione sulla riduzione della progressione della malattia coronarica è stata dimostrata da diversi studi che hanno evidenziato come l’effetto benefico sia largamente legato ad attività fisica regolare mantenuta nel tempo.

Riabilitazione_Cardiologica_valore_aggiunto_nella_prevenzione_Secondaria

Facendo nostri due termini di “derivazione ciclistica”, possiamo definire il training fisico come Hub (perno, mozzo della ruota) e tutti gli interventi aggiuntivi come Spoke (raggi) non perché secondari o meno rilevanti, ma solo unicamente perché in grado di ruotare (e venire ottimizzati) attorno all’attività fisica. Questa, oltre ai risultati clinici e prognostici favorevoli diretti, migliorando il benessere soggettivo del paziente, lo può rendere più disponibile ed interessato a recepire e digerire il programma educazionale nelle sue varie componenti preventive.

Va ancora ricordata l’importanza della frequentazione continua presso la struttura riabilitativa, vera continuità assistenziale, che consente la valutazione e l’ottimizzazione della terapia dopo la dimissione dalla fase acuta, per così dire “in corso d’opera”, ne soppesa gli effetti sia a riposo che durante l’attività fisica, con particolare riguardo alla stabilità clinica del paziente (compenso, angor), al comportamento dei valori pressori, ai valori glicemici e all’assetto lipidico. La particolare organizzazione di lavoro delle strutture di Cardiologia Riabilitativa, compresa quella di AbanoMed, propone quindi tale modello come il più qualificato per impostare efficaci programmi di prevenzione secondaria. Possiamo pertanto sicuramente affermare che la Cardiologia Riabilitativa è il vero Valore Aggiunto in Prevenzione Secondaria.

A cura del dott. Enzo Mantovani Specialista in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare. Specialista in Medicina dello Sport.