Quali sono le principali malattie reumatiche. Diagnosi e terapie.

In un precedente articolo dedicato alle Malattie Reumatiche abbiamo parlato di chi è il malato reumatico e di cosa sono le Malattie Reumatiche. Abbiamo sottolineato come siano più di cento, spesso molto diverse fra loro sia per la sintomatologia che può avvertire il malato sia per i segni con cui si presenta la malattia.

Oggi vediamo più nel dettaglio quali siano le principali e più diffuse Malattie Reumatiche, soffermandoci anche sugli aspetti riguardanti diagnosi e terapie.

Principali Malattie Reumatiche

Artrosi

L’Artrosi è una malattia reumatica di tipo degenerativo, ad andamento cronico, che può colpire qualunque articolazione. Gli elementi articolari principalmente interessati sono la cartilagine articolare e l’osso sottostante alla cartilagine (osso subcondrale). Colonna vertebrale, anca, ginocchio e mani sono le articolazioni più colpite.

Esistono diverse forme di artrosi, in particolare una forma primaria che è più tipica e frequente, ma non esclusiva, dell’età anziana, ed una forma secondaria, causata da eventi traumatici o da microtraumi ripetuti nel tempo, conseguenti ad attività lavorative o sportive e che può interessare anche l’età più giovane. In ogni caso, è importante non confondere l’artrosi malattia con il naturale invecchiamento articolare.

Il dolore, in caso di artrosi, è presente prevalentemente di giorno e all’inizio di un movimento, successivamente migliora; il riposo solitamente lo allevia e può dare una rigidità al risveglio che si riduce o scompare dopo pochi minuti.

Artrite

L’Artrite è una condizione reumatica di tipo infiammatorio, ad andamento più frequentemente cronico e ad esito talora invalidante. Il termine non definisce una sola malattia, ma sta ad indicare il processo infiammatorio, che parte dalla membrana sinoviale e dal quale deriva il severo danno articolare che può esitare in deformità con ridotta funzionalità e conseguente disabilità.

Ne esistono, infatti, diverse forme, per esempio: artrite reumatoide, artrite psoriasica, artrite infettiva, artrite reattiva, artrite da microcristalli (gotta, condrocalcinosi) ecc.

Può colpire una sola articolazione (monoartrite), poche articolazioni (oligoartrite), più articolazioni (poliartrite). Nell’ambito della stessa malattia possono inoltre distinguersi forme più lievi ed a lenta evoluzione e forme più aggressive ed a rapida evoluzione.

Il dolore, in corso di artrite, è sempre presente anche di notte, può peggiorare con il movimento e comparire anche a riposo. Spesso è presente una rigidità al risveglio che migliora dopo oltre 30-60 minuti.

Conoscere le malattie reumatiche. Tipi, diagnosi, terapie. - Blog AbanoMed Abano Terme

Artrite Reumatoide

Si tratta di una poliartrite cronica a decorso progressivo, colpisce prevalentemente le piccole articolazioni delle mani e dei piedi, i polsi e le caviglie ed ancora ginocchio, anca, gomito e spalla, simmetricamente.

L’evoluzione è cronica e spesso determina uno stato di invalidità se non curata bene fin dall’esordio. Il danno articolare conseguente al processo infiammatorio è di tipo erosivo.

Le donne ne sono più colpite rispetto agli uomini con un rapporto di 4:1. Compare prevalentemente tra i 40 ed i 60 anni, ma qualunque età può essere colpita, anche i bambini (artrite infanto-giovanile).

È definita una malattia a carattere sistemico perché oltre alle articolazioni possono essere interessati anche altri organi o apparati, quali ad esempio i muscoli, il sistema cardiocircolatorio, l’apparato polmonare, l’occhio, ecc.

Spondiloartriti Sieronegative

Sono un gruppo di malattie reumatiche infiammatorie dette sieronegative per la caratteristica assenza del Fattore Reumatoide che le differenzia dall’artrite reumatoide. Più spesso sono colpite poche articolazioni e l’impegno articolare è di tipo asimmetrico. Può prevalere l’interessamento della colonna vertebrale o delle articolazioni periferiche (ginocchio, anca, gomito, mano, ecc.).

Tra le più frequenti vi sono:

  • la Spondilite Anchilosante in cui prevale l’impegno della colonna vertebrale e delle articolazioni sacroiliache. Gli uomini sono più colpiti delle donne. La forma più grave può evolvere verso una anchilosi della colonna vertebrale con una marcata alterazione posturale, che consiste in una flessione in avanti che comporta una notevole difficoltà a sollevare la testa.
  • l’Artropatia Psoriasica. In alcuni malati affetti da psoriasi, una malattia della pelle, può comparire un impegno articolare di diverso tipo che può arrivare ad assumere i caratteri di una vera e propria artrite. Più spesso si tratta di una oligoartrite asimmetrica a lenta evoluzione. A volte l’impegno articolare può precedere la comparsa della psoriasi.

Connettiviti

Sono un gruppo di malattie reumatiche infiammatorie sistemiche che si caratterizzano per l’interessamento del tessuto connettivo che è diffuso in tutto l’organismo umano, pertanto oltre all’apparato muscoloscheletrico possono essere colpiti anche cuore, polmoni, reni, cute, vasi sanguigni, ecc. La causa non è stata ancora chiarita, mentre è abbastanza ben conosciuto il meccanismo che da un disturbo del sistema immunitario (autoimmunità) porta alla produzione di sostanze dette autoanticorpi che si rivolgono contro i tessuti propri dell’organismo. A seconda del prevalere di un tipo di autoanticorpo rispetto agli altri e del tipo di danno che ne consegue si distinguono forme diverse. Tra queste:

  • il Lupus Eritematoso Sistemico colpisce più frequentemente giovani donne. Oltre ad una artrite può presentare un interessamento degli apparati cutaneo, muscolare, renale, cardiaco e polmonare. Grazie alle attuali terapie, la prognosi negli ultimi decenni è profondamente cambiata in senso migliorativo.
  • la Sclerodermia (o sclerosi sistemica) è caratterizzata da una progressiva trasformazione in fibrosi (sclerosi) dei tessuti colpiti. In particolare della cute, come si evince dal nome, ma anche di altri organi come le articolazioni, i vasi sanguigni, l’apparato gastroenterico, i polmoni, il cuore ed i reni. Anche questa malattia, come altre connettiviti, prevale nel sesso femminile.
  • la Polimiosite è una connettivite con prevalente impegno del tessuto muscolare, in alcune forme può essere presente anche un interessamento della cute da cui la definizione di dermatopolimiosite. Stanchezza marcata, dolore muscolare, riduzione della forza muscolare, disturbi della deglutizione ed alterazione della voce per impegno dei muscoli faringei sono i sintomi più frequenti. Colpisce entrambi i sessi. Meno frequente è l’artrite.

Conoscere le malattie reumatiche. Tipi, diagnosi, terapie. - Blog AbanoMed Abano Terme

Polimialgia Reumatica

È una malattia infiammatoria tipica dell’età anziana, compare dopo i 50-60 anni e si presenta con un intenso dolore muscolare localizzato a livello del cingolo scapolare (spalle) e pelvico (anche). Caratteristico il notevole e rapido miglioramento dei sintomi in seguito a terapia cortisonica.

Artriti Microcristalline

Sono forme infiammatorie, legate a disturbi metabolici, dovute alla deposizione nel liquido sinoviale di microcristalli di acido urico (gotta) o di pirofosfato di calcio (condrocalcinosi). La Gotta è dovuta ad una aumentata produzione di acido urico oppure ad una ridotta eliminazione di questo con le urine. È caratteristica l’insorgenza di dolore molto intenso localizzato in particolare a livello del primo dito del piede. Nelle forme di vecchia data si possono formare calcoli di acido urico con conseguente possibile impegno renale. La Condrocalcinosi si presenta frequentemente come una monoartrite (pseudogotta). Le localizzazioni più spesso interessate possono essere: ginocchio, polso, anca, spalla e caviglia.

Reumatismo Articolare Acuto (o febbre reumatica)

È una forma tipica dell’età infantile e adolescenziale la cui frequenza attualmente, grazie alla profilassi con penicillina, è notevolmente diminuita. Può comparire successivamente ad una infezione tonsillare da streptococco ß-emolitico di gruppo A. Oltre all’impegno articolare che è di tipo fugace, può causare lesioni al cuore.

Sindrome Fibromialgica

È detto anche reumatismo extrarticolare; è alquanto diffuso in particolare tra le donne. Si presenta con dolore muscolo-scheletrico persistente senza manifestazioni cliniche evidenziabili. Il dolore può comparire in seguito a stress fisici, variazioni climatiche, stati di ansia o depressione, disturbi del sonno.

Conoscere le malattie reumatiche. Tipi, diagnosi, terapie. - Blog AbanoMed Abano Terme

La diagnosi precoce

Mi potrò curare? Starò meglio? Sono queste le principali domande che si pone il malato reumatico.

C’è ancora troppa rassegnazione nei confronti dei “dolori reumatici” e scetticismo nei confronti delle possibili cure. Tutto ciò è sbagliato, come è sbagliato trascurare i primi segni della malattia, effettuare le cure in modo discontinuo, affidarsi a terapie che non hanno un fondamento scientifico.

Oltre ad una più approfondita conoscenza delle Malattie Reumatiche e ad un accurato esame clinico, cioè la visita medica, che resta comunque il momento fondamentale, oggi è possibile definire meglio una diagnosi in tempi più rapidi anche grazie ai progressi ottenuti in tema di indagini diagnostiche.

Sono disponibili esami di laboratorio più specifici e una diagnostica per immagini più completa (esami radiografici, ecografia articolare, tomografia computerizzata – TC e risonanza magnetica).

Una diagnosi precoce è determinante perché le diverse forme terapeutiche attualmente in uso, principalmente farmacologica, ma anche riabilitativa, occupazionale (per esempio i consigli sullo stile di vita) e chirurgica hanno profondamente cambiato l’evoluzione di queste affezioni consentendone di migliorarne la prognosi e di conseguenza la qualità della vita dei malati.

La terapia delle malattie reumatiche

La terapia farmacologia

Da quando alcune decine di anni fa le Malattie Reumatiche si curavano solo con l’aspirina ad oggi le cose sono notevolmente cambiate. Oltre alle cure rivolte ad alleviare il dolore, che è la prima aspettativa del malato e che consistono in sempre più numerosi e sofisticati farmaci antidolorifici ed antinfiammatori, attualmente è disponibile la cosiddetta terapia “di fondo” per i reumatismi infiammatori. Si tratta di diversi tipi di farmaci il cui meccanismo d’azione tende a modificare la storia naturale della malattia con lo scopo di rallentarne, o al meglio arrestarne, l’evoluzione.

Ancora più recentemente sono stati sviluppati farmaci più efficaci, soprattutto per l’artrite reumatoide, i cosiddetti “biologici” o “antiTNFalfa” che colpiscono a monte il processo infiammatorio con l’obiettivo di ridurre il danno articolare che ne può derivare. È questo lo scopo della prevenzione secondaria, in altre parole prevenire l’eventuale ulteriore danno che consegue all’evoluzione della malattia.

La terapia farmacologia non è l’unica possibilità di cura delle Malattie Reumatiche. Fondamentale importanza ha assunto la riabilitazione sempre più accurata e mirata a ripristinare, laddove è possibile, la funzionalità articolare. Ed ancora l’economia articolare che consiste nell’applicazione adeguata di metodi diversi (l’uso di ausili, la rieducazione gestuale e l’adattamento dell’ambiente circostante) per superare gli ostacoli della vita quotidiana (sollevare una pentola, sbrigare le attività domestiche, provvedere all’igiene personale, vestirsi, ecc.) ciò consente di mantenere o riacquistare un’autonomia funzionale soddisfacente nonostante la presenza di una disabilità importante.

Conoscere le malattie reumatiche. Tipi, diagnosi, terapie. - Blog AbanoMed Abano Terme

E la terapia chirurgica?

Anche in questo campo il progresso scientifico ha compiuto notevoli passi avanti definendo nuove e più particolareggiate tecniche chirurgiche (artroprotesi, ricostruzioni tendinee, ecc.) per correggere le articolazioni particolarmente compromesse. Certamente, prima di inviare il malato al chirurgo ortopedico ogni singolo caso deve essere attentamente valutato, anche in base allo stato di salute generale ed alle condizioni dell’articolazione impegnata e dei tessuti periarticolari. L’approccio chirurgico non sostituisce la terapia farmacologia.

I farmaci antireumatici sono tossici?

Né più né meno di altre classi di farmaci. Partendo dal presupposto che non esistono farmaci che facciano solo bene, ma tutti accanto ai benefici posseggono effetti collaterali e possono avere controindicazioni, i farmaci antireumatici, che come già detto sono di diverso tipo, devono essere prescritti dopo attenta valutazione del malato, dell’età di questo e solo se effettivamente necessari relativamente alla severità della malattia. Assolutamente NO all’autoprescrizione, cosa che avviene soprattutto con gli antinfiammatori. Assolutamente SI ad una corretta applicazione del programma terapeutico (dosaggio, orario di assunzione, ecc.), a tal fine è molto importante che il malato sia adeguatamente informato sui farmaci che assume.

Si possono prevenire le malattie reumatiche?

Per la maggior parte delle Malattie Reumatiche, non essendo nota la causa, non è possibile attuare una prevenzione primaria, cioè evitare che la malattia si manifesti. Si può, invece, avviare una prevenzione secondaria, cioè laddove la malattia si è già manifestata si possono applicare quei principi terapeutici, farmacologici, riabilitativi, stile di vita, atti a ridurne il danno ed a prevenirne così uno stato di disabilità.

(fonte: Opuscolo ANMAR ONLUS – Conoscere le malattie reumatiche)