Lo studio: aggiungere sale al cibo aumenta del 28% le probabilità di morire prima dei 75 anni.

Lo si è sempre pensato ma ora c’è una ricerca a dimostrare come esagerare con il sale a tavola sia dannoso per la salute.

Potrebbe, infatti, aumentare il rischio di morte prematura sia negli uomini che nelle donne, perché aumenterebbe il rischio di sviluppare malattie e patologie importanti.

Lo studio, condotto dal professor Lu Qi, della Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans negli Stati Uniti e pubblicato a luglio 2022 sull’European Heart Journal, la rivista leader e ufficiale di cardiologia generale della Società Europea di Cardiologia, è il primo a riportare una relazione tra l’aggiunta di sale agli alimenti e la mortalità.

I ricercatori hanno raccolto, tra il 2006 e il 2010, e analizzato, dati relativi a più di 500.000 persone partecipanti allo studio UK Biobank, a cui è stato chiesto, tramite un questionario touchscreen, se aggiungessero sale ai loro cibi e con quale frequenza, indipendentemente da quello impiegato durante la cottura.

L’assunzione di sale è difficile da tracciare con precisione perché molti alimenti trasformati contengono alti livelli di sale, e la misurazione diretta mediante test delle urine non fornisce necessariamente un’istantanea indicativa.

Circa il 70% dell’assunzione di sodio nelle popolazioni occidentali proviene da cibi lavorati e processati, con l’8-20% derivante dal sale aggiunto a tavola.

Il team di ricerca ha quindi aggiustato i dati in base a diversi fattori come il fumo, l’indice di massa corporea, l’assunzione di alcool, l’attività fisica, la dieta, insieme a condizioni di salute come diabete, cancro e malattie cardiache.

Dai risultati è emerso, in particolare, che rispetto a coloro che non aggiungono sale o lo fanno raramente, coloro che lo aggiungono sempre presentano un aumento del 28% del rischio di morte prematura.

I partecipanti sono stati seguiti per una media di nove anni e la morte veniva definita prematura se arrivava prima dei 75 anni.

Se si considera che nella popolazione generale, circa tre persone ogni 100 muoiono in modo prematuro tra 40 e 69 anni, aggiungere sale alle pietanze determinerebbe quindi un aumento di una persona ogni cento a questa valutazione.

Le persone che aggiungono sempre sale, rispetto a quelli che non lo fanno mai o che lo fanno raramente, hanno, dunque, una ridotta aspettativa di vita che, all’età di 50 anni, è di 1,5 anni più bassa per le donne e di 2,28 anni inferiore per gli uomini.

Ovviamente è importante sottolineare che il sale non può essere completamente rimosso dalla dieta. Finora, però, ciò che le prove su questo ingrediente sembrano indicare è che le persone sane che consumano quelli che costituiscono livelli normali di sodio non devono preoccuparsi della loro salute.

Al contrario le persone con patologie o che consumano elevate quantità di sale e cibi processati dovrebbero prestare maggiore attenzione alla loro dieta.

Anche una modesta riduzione del sale assunto può comportare benefici significativi per la salute!

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