Dopo un anno di analisi, ecco il clamoroso risultato dell’equipe di flebologi capitanata dal dott. Kontothanassis.

Se ne è parlato anche nell’ultima edizione di Phlebosophy, il Convegno Internazionale sulla Flebologia, svoltosi gli scorsi 12-13 e 14 Dicembre, presso il Plaza Hotel di Abano Terme, a cura dell’Istituto Flebologico Italiano – IFI, ed in collaborazione con la Stony Brook University di New York, la SIDV – Società Italiana di Diagnostica Vascolare ed anche con il nostro Centro Medico, AbanoMed.

La scoperta, avvenuta nel 2017 dopo un anno di ricerca ed analisi, ha dimostrato un’intuizione venuta al professor Dimitrios Kontothanassis, uno dei maggiori esperti di Flebologia in Italia e a livello mondiale, direttore di Phlebosophy e presidente dell’IFI, assieme al collega Alberto Caggiati (La Sapienza) e all’equipe medica dell’Underwater Compression Group.

Grazie all’ecocolordoppler (ecografia vascolare) applicato a pazienti immersi (sino alla linea del cuore) nella Vasca Fisio di acqua termale a 33°C, con parenti in vetro, messa a disposizione dal Plaza Hotel, si è potuto certificare quale sia il ruolo delle terme nella prevenzione e terapia della malattia varicosa.

In sostanza, in acqua termale, sotto gli effetti della pressione idrostatica, le vene ingrossate spariscono. La patologia resta cronica, ma dopo due ore immersi (meglio ancora camminando nell’acqua) il diametro delle vene si riduce sino a 2 cm, così come l’esplosione ramificata sulle gambe, e l’ingrossamento sparisce.

Un risultato importante per la quotidianità del paziente, in quanto offre un’opportunità di terapia sicuramente migliore del sottoporsi, ad esempio, a sedute di linfodrenaggio.

La varice poi si ripropone, ma intanto l’intuizione è stata verificata e da oggi in avanti si aprono nuovi e rivoluzionari scenari di cura negli stabilimenti termali del territorio di Abano e Montegrotto Terme.

Immersi in acqua termale le vene_ingrossate spariscono Blog AbanoMed Abano Terme - Blog AbanoMed Abano Terme

Riabilitare il paziente flebopatico e linfopatico con l’acqua termale ora è realtà!

L’anno scorso dopo Phlebosophy abbiamo provato a fare analisi con l’acqua” racconta il professor Kontothanassis. “Cosa cambiava nell’acqua a 33°? Si riduceva il diametro delle vene, tanto che a un certo punto (due ore ndr) ai malati non si riusciva più a fissare la vena varicosa. L’acqua fa collassare il sistema. Le vene non hanno più reflusso, da dilatate e tortuose, tornano normali. Si riesce a migliorarne il drenaggio, l’eccesso di liquido viene eliminato.

Il risultato? “Invece di fare un linfodrenaggio si sta in piscina e, una volta usciti, si passano ore senza infiammazione“.

E se l’acqua fosse fredda? “Abbiamo valutato che il fenomeno a cui vanno incontro le vene è la vasodilatazione da freddo anziché la vasocostrizione come si pensava una volta. Ciò non vuol dire che i fanghi termali facciano bene alle varici perché sarebbe un errore, ma l’acqua termale e la compressione idrostatica sì“.

Lo studio, da marzo 2017, quando si è concluso, ha cominciato a “viaggiare” e, in meno di 6 mesi, si è fatto conoscere attraverso 4 pubblicazioni su riviste scientifiche (“Effect of underwater compression on leg venous diameters and calf volume“) e 8 simposi internazionali: l’European Cardiovascular Society a Strasburgo, Venous Symposium a New York, Uip in Australia, European venous forum ad Atene, International Union of Angiology a Pechino.

In questi e in molti altri posti è stata invitata l’equipe medica dell’Underwater Compression Group creata ad Abano e che fra un mese sarà a Londra alla Royal Society of Medicine.

Che le terme facciano bene la gente lo sa, in Francia vengono consigliate senza averne mai documentato l’effetto. Sinora si è andati a caccia dei batteri nell’acqua, non degli effetti fisici della stessa sul corpo. Abbiamo verificato. Si rischiava il cosiddetto buco nell’acqua, ma stavolta no…“.

Noi tutti di AbanoMed siamo onorati ed orgogliosi di condividere questo successo e fiduciosi negli sviluppi e nelle tante opportunità che potrà offrire in futuro.