Come funzionano le vene e quali sono le principali patologie venose

Il sangue scorre attraverso un sistema di vasi sanguigni, che sono le arterie e le vene. La funzione delle arterie è di portare il sangue ossigenato dal cuore verso tutti i distretti del corpo, mentre quella delle vene è di riportare il sangue dalle sedi periferiche verso il cuore. Al loro interno le vene sono dotate di alcune unità funzionali chiamate valvole, che rappresentano il vero meccanismo anti reflusso per opporsi alla forza di gravità, che spingerebbe il sangue con una caduta libera nei distretti più declivi del corpo quando assumiamo la stazione eretta o deambuliamo.

Quando i muscoli del polpaccio si contraggono con la deambulazione, il sangue viene spremuto dagli arti inferiori verso l’alto; quando i muscoli del polpaccio si rilasciano le valvole delle vene si chiudono temporaneamente per evitare che il sangue refluisca verso il basso.

Negli arti inferiori, le vene si distinguono in tre diverse categorie:

  • i sistemi superficiali, che drenano la superficie degli arti;
  • le vene perforanti, circa 140 per arto, che funzionano come dei sifoni drenando il sangue venoso superficiale nei condotti profondi;
  • le vene profonde, che si trovano all’interno dei muscoli degli arti inferiori.
  • le vene superficiali degli arti inferiori drenano circa il 10% del sangue che circola nelle gambe, mentre tutto il resto viene veicolato verso il cuore dal sistema profondo.

Le patologie venose

La malattia venosa si verifica quando una vena non funziona correttamente, causando un disturbo del normale flusso sanguigno. Le vene perdono progressivamente elasticità, si dilatano e si sfiancano. La pelle può apparire più sottile ed arrossata con comparsa di vene superficiali dilatate comunemente chiamate vene varicose. Di solito i sintomi clinici di pesantezza e stanchezza delle gambe regrediscono con il riposo notturno, ma con il passare del tempo diventano più persistenti e non migliorano nemmeno con il riposo. Addirittura possono comparire altri sintomi come crampi notturni, prurito, senso di calore, bruciore ecc. Questi segnali indicano un disordine della circolazione venosa caratterizzato da un difficoltoso ritorno del sangue dagli arti inferiori al cuore.

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Epidemiologia della malattia venosa cronica

Da circa 3 millenni le vene varicose sono una delle malattie più diffuse a livello mondiale. La prevalenza, che rappresenta il numero di persone con varici in un definito spazio temporale e in una specifica popolazione, è del 10-33% nelle donne e del 10-22% negli uomini. L’incidenza annuale, il numero di nuovi casi di malattia in una specifica popolazione, è per le donne del 2,6% mentre per gli uomini del 1,9%.

Nell’85% dei casi di malattia venosa cronica esiste una predisposizione familiare. La patologia colpisce maggiormente la popolazione occidentale e i pazienti di sesso femminile (con un rapporto femmine/maschi di 3 a 1). Inoltre la malattia varicosa si correla linearmente con l’età dei pazienti: si stima che in Italia colpisca il 7-35% degli uomini fra i 35-40 anni e il 15-55% di quelli oltre i 60 anni, il 20-60% delle donne fra i 35-40 anni e il 40-78% delle pazienti oltre i 60 anni.

I sintomi della malattia venosa cronica

• Teleangectasie e venulectasie
• Varici visibili e palpabili
• Pesantezza e stanchezza degli arti inferiori
• Crampi notturni
• Edemi declivi
• Prurito
• Dolore fino alla claudicazione venosa
• Ipodermite
• Pigmentazioni cutanee
• Eczemi varicosi
• Varicorragie
• Ulcere

La sintomatologia è più accentuata nei mesi caldi perché le vene tendono a dilatarsi di più, mentre durante il periodo invernale il problema si ridimensiona.

Le cause della malattia varicosa

Anomalie primitive della parete venosa e alterazioni secondarie a reflusso e/o ostruzione portano gradualmente nel tempo alla formazione delle varici. Nell’insufficienza venosa le vene si dilatano e le valvole non sono in grado di consentire una completa chiusura; per questo motivo il sangue venoso non riesce a tornare correttamente verso il cuore.

Tra le cause maggiormente coinvolte nel processo della malattia varicosa si riconoscono la familiarità, l’ortostatismo prolungato (stare in piedi per tante ore), L’essere in sovrappeso, le gravidanze, i lavori pesanti che comportino una prolungata stazione eretta (per esempio negozianti, cuochi, camerieri, banconieri ecc.) oppure la prolungata stazione seduta (autisti, impiegati ecc.). Altri fattori coinvolti nella genesi della patologia venosa sono: frequenti esposizioni a fonti di calore, abitudini ad assumere posizioni non corrette, difetti di postura dei piedi e calzature che ostacolino la pompa plantare, stipsi cronica, malformazioni vascolari, precedenti trombosi venose.

(dal sito www.dimitrioskontothanassis.it)