Quando e perché la tradizionale “passeggiata” sulla spiaggia diventa salutare.

L’Estate è arrivata e molti di noi hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze al mare.

Spesso a noi chinesiologi ci capita di osservare persone che durante la giornata decidono di fare lunghe passeggiate sulla spiaggia, in particolare sul bagnasciuga o magari direttamente in acqua. Molti decidono di passeggiare sulla spiaggia per ingannare il tempo, molti per fare attività fisica, ma non tutti sanno che questa abitudine è molto importante per il benessere della nostra schiena e della nostra postura.

La colonna vertebrale, infatti, riceve dai centri nervosi presenti sotto i nostri piedi delle stimolazioni che le permettono di lavorare correttamente e di assumere, di conseguenza, una corretta postura. Effettuare una passeggiata che può variare dai 10 ai 30 minuti può, in maniera del tutto naturale e non invasiva, aiutarci a riprendere consapevolezza del nostro corpo e soprattutto di come lo usiamo.

Osservando le proprie impronte, ad esempio, potremmo capire molto su come distribuiamo il peso del corpo sui nostri arti inferiori e così comprendere l’origine dei piccoli dolori e acciacchi a caviglie, ginocchia, anche e schiena.

Ma quando si parla di “passeggiata” salutare sulla spiaggia di cosa parliamo? Quali sono le condizioni in cui tale abitudine diventa un toccasana per il nostro corpo?

Bisogna precisare, infatti, che tali consigli sono validi in assenza di infiammazioni croniche e di condizioni patologiche per le quali è richiesto il riposo perché un’eccessiva stimolazione potrebbe acuirne i sintomi.

Innanzitutto la superficie su cui camminiamo dovrebbe essere il più pianeggiante possibile. Alcuni litorali ad esempio hanno il bagnasciuga molto ripido e questo potrebbe comportare un carico eccessivamente disomogeneo provocando dolori alle caviglie, alle ginocchia ed alle anche, soprattutto se la passeggiata dovesse essere molto lunga.

È preferibile camminare piuttosto che correre: se non si è allenati o abituati a correre scalzi questa nuova sollecitazione improvvisa potrebbe provocare infiammazioni tendinee e talloniti.

La passeggiata dovrebbe essere a passo sostenuto, ma deve consentirci di sentire bene la sabbia sotto i piedi in modo da poterci concentrare sui nostri appoggi.

Al termine della vostra passeggiata, magari al tramonto, sentirete un diffuso senso di benessere, questo perché camminando a piedi scalzi avrete stimolato la circolazione, rinforzato in maniera naturale la muscolatura, avrete assunto una postura corretta in modo naturale e soprattutto vi sarete regalati del tempo prezioso per prendervi cura di voi stessi.

Vi aspettiamo a settembre più rilassati e pronti per ricominciare insieme!

Scritto da Martina Marchiori
Personal Trainer laureata in Scienze Motorie e diplomata in Osteopatia presso l’European of Osteopathic Medicine

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