[av_heading heading=’I sintomi della sciatalgia, le possibili cause e come curarla.’ tag=’h3′ style=” size=” subheading_active=” subheading_size=’15’ padding=’10’ color=” custom_font=” custom_class=”][/av_heading]

La sciatalgia, comunemente nota anche come “sciatica”, è un disturbo doloroso provocato dall’infiammazione del nervo ischiatico (o nervo sciatico), il più voluminoso ed imponente del corpo che dalla zona lombare (più precisamente dal plesso nervoso sacrale) attraversa tutta la gamba. Si tratta di un nervo misto, quindi con fibre sia sensitive che motorie.

Questa sindrome, non grave ma invalidante, può colpire tutti ad ogni età, sia uomini che donne, ed è dovuta in genere ad un problema di compressione. Per esempio si potrebbe trattare di un dolore provocato dall’ernia del disco, da un rigonfiamento di un disco spinale o da sindromi che interessano il muscolo piriforme. In realtà sono molteplici le cause che possono provocare la sciatica, la quale, a sua volta, si distingue in acuta e cronica.

I Sintomi

I sintomi della sciatalgia iniziano in genere con una sensazione di dolore, che varia di intensità e di persistenza in base alla causa.

Generalmente il dolore può essere acuto, bruciante, penetrante oppure può essere più lieve e parte dalla zona lombo-sacrale irradiandosi poi in basso, a seconda del grado di compressione del nervo, scendendo quindi sulla natica, parte posteriore della coscia-cavo popliteo (ossia zona posteriore del ginocchio), parte posteriore della gamba, per poi arrivare fino alla punta del piede. Avendo il nervo ischiatico delle fibre motrici, dalla compressione e sofferenza del nervo stesso possono essere conseguenti anche dei deficit motori, il più comune è la difficoltà ad alzare la punta del piede (azione data dal muscolo tibiale anteriore), con conseguente “marcia steppante”, ossia cammino reso difficoltoso per il trascinamento di un piede a terra, e difficoltà ad alzare la punta del piede stesso con frequenti inciampi e rischi di cadute.

Avendo il nervo anche fibre di tipo sensitivo, una sua compressione può dare parestesie, quindi sensazione di formicolio o torpore lungo il territorio d’innervazione del nervo. Di solito, la sintomatologia da compressione del nervo sciatico riguarda un solo lato del corpo e quasi sempre coinvolge anche la zona lombare.

Sciatalgia Sintomi e Cause - Blog AbanoMed Abano Terme

Possibili Cause

Esistono numerose varianti di dolore sciatico, differenziate in base all’agente eziologico che vi si pone alle origini. In generale, la sciatalgia è frutto di una compressione a monte a carico delle radici nervose del plesso lombo-sacrale (L4-L5-S1-S2-S3, le quali poi andranno poi a formare il nervo ischiatico), o di una compressione a valle del nervo ischiatico già formato; in altre occasioni, la sciatica può essere espressione di una lesione traumatica diretta del nervo sciatico. Ecco qui un elenco delle principali cause:

  • Restringimento del canale foraminale e spinale (condotti nella colonna vertebrale al cui interno scorrono le radici dei nervi spinali ed il midollo spinale stesso), dato da un rigonfiamento del disco spinale (ossia ernia del disco, responsabile del 15% dei casi di sciatalgia), o da patologie di tipo artrosico
  • Sindrome del piriforme, frutto dell’ipertrofia del muscolo piriforme (il muscolo che unisce la superficie interna dell’osso sacro al femore) o della sua infiammazione
  • Spondilolistesi, ovvero lo spostamento in avanti di una vertebra rispetto alla vertebra sottostante, spesso accompagnata anche da spondilolisi (cioè rottura dell’arco posteriore vertebrale)
  • Tumori spinali (che comprimono le radici dei nervi e/o il midollo)

La sciatalgia può anche manifestarsi durante la gravidanza avanzata, primariamente come risultato della compressione esercitata dall’utero sul nervo sciatico, e secondariamente, per la tensione muscolare e/o la compressione vertebrale conseguente al dover costantemente sopportare il peso extra costituito dal feto, oltre alla postura propria della gravidanza avanzata.

Fattori di Rischio

Ci sono alcuni soggetti maggiormente esposti ad episodi ricorrenti di sciatica. I fattori di rischio più comuni sono:

  • Artrite
  • Attività lavorative che richiedono di spostare carichi, guidare veicoli a motore per lunghi periodi e torcere frequentemente la schiena
  • Diabete: aumenta il rischio di danno ai nervi; di conseguenza, la patologia diabetica costituisce un possibile fattore di rischio per la sciatica
  • Età avanzata, spesso responsabile di fisiologiche modificazioni del rachide
  • Infezioni della colonna vertebrale
  • Obesità
  • Osteoporosi
  • Patologie del rachide
  • Sedentarietà
  • Sovrasforzo muscolare
  • Traumi diretti a cosce, natiche e gambe
  • Attività o movimenti svolti in modo non ergonomico

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Diagnosi e Cura

Dal momento che esistono molteplici condizioni che possono comprimere le radici nervose e causare la sciatica, spesso le opzioni di trattamento da paziente a paziente sono diverse. A partire da questo presupposto, è comprensibile come sia fondamentale imbastire la diagnosi nell’ottica di individuare il fattore eziologico (i motivi e le variabili causali della patologia). A tale scopo, si procede con più test diagnostici:

  • attento esame fisico
  • esami del sangue
  • radiografie
  • elettromiografia: indicata per accertare la sofferenza del nervo sciatico
  • test di imaging (TAC, risonanza magnetica)
  • VES e test della proteina C reattiva (richiesti solo di rado)

Terapia

La cura migliore per la sciatica dipende dalla causa che l’ha originata. Talvolta, è raccomandato il riposo forzato associato alla modifica di alcune abitudini comportamentali e posturali.

Un dolore sciatico di lieve entità può essere allontanato semplicemente mediante la somministrazione di farmaci antidolorifici oppure seguendo un programma fisico-riabilitativo. Se la sciatalgia è cronica, attraverso esami radiografici e risonanza magnetica si dovrà risalire alla causa scatenante del dolore e agire su quella.

Quando il dolore sciatico dipende dall’ernia al disco, è doveroso invece intraprendere una terapia volta a correggere o controllare l’ernia discale. La terapia immediata di tipo conservativo in fase acuta ha lo scopo di togliere l’infiammazione ed il dolore ed è da ricercarsi nella fisioterapia (sedute di Tecarterapia e laserterapia di ultima generazione tipo Hilt) e l’eventuale somministrazione di farmaci tipo FANS, corticosteroidi e/o miorilassanti. In altri casi, se la terapia conservativa non dovesse essere efficace, è pensabile un intervento chirurgico di discectomia (la rimozione chirurgica della parte danneggiata di un’ernia del disco).

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Per la cura della sciatica sono disponibili anche terapie alternative non invasive, quali osteopatia, chiropratica ed ultrasuono-terapia.

Più in generale la maggior parte dei casi di sciatica possono essere efficacemente trattati da una o dalla combinazione delle seguenti pratiche:

  • Per l’eliminazione del dolore, ma non della causa scatenante il dolore: farmaci antidolorifici (ad esempio acetaminofene); farmaci antinfiammatori (ad esempio FANS oppure cortisonici orali) e l’iniezione di cortisonici per via epidurale per somministrare localmente agenti anti-infiammatori (e spesso anche antidolorifici) direttamente all’area generante il dolore e la contrazione riflessa.
  • Per l’eliminazione del dolore e della sintomatologia, risalendo alla causa: trattamento conservativo con Fisioterapia o trattamento non conservativo mediante intervento chirurgico (dove ci sono le indicazioni chirurgiche e l’intervento conservativo non ha avuto effetto).

Approfondimento sul trattamento conservativo dato dalla Fisioterapia:

In fase acuta Tecarterapia e Laser tipo Hilt per togliere l’infiammazione e il dolore. Una volta tolto infiammazione e dolore, o in fase cronica:

  • Ginnastica riabilitativa (per correggere la postura, rafforzare la muscolatura posturale profonda e migliorarne la mobilità articolare);
  • Rieducazione funzionale (cioè appropriati cambi nelle abitudini, nell’ergonomia e nell’ambiente di lavoro, come ad esempio cuscini, adeguata altezza della sedia e del tavolo di lavoro, posizioni assunte nel sonno etc..);
  • Eventuale terapia manuale e massoterapia, con lo scopo di rilassare la muscolatura decomprimendo il nervo nel suo passaggio (molto utile soprattutto nel caso di sindrome del piriforme);
  • Eventuale fisioterapia eseguita in acqua (idrochinesiterapia).

Gli esercizi, da svolgere in maniera controllata, mirata e progressiva, sono da eseguire con un personale sanitario preparato ed abilitato, ossia con un fisioterapista.