Perché si verifica e come prevenire la trombosi detta “del viaggiatore” o “sindrome della classe economica”

La trombosi detta “del viaggiatore” o “sindrome della classe economica” è una patologia che colpisce soprattutto gli arti inferiori e con meno frequenza quelli superiori. Visto il nome che porta si deduce che questa si manifesta in occasione di viaggi di lunga durata verso una meta per le vacanze invernali o estive o per chi svolge una vita da pendolare. Tutte queste persone, infatti, sono costrette al mantenimento di una determinata posizione e all’immobilità.

Stando seduti, per esempio in aereo o in treno, la circolazione del sangue rallenta portando ad una flessione a livello inguinale, in particolar modo quando le gambe vengono accavallate o incrociate. Le vene si ritrovano così schiacciate e devono lavorare maggiormente per pompare il sangue dalle gambe al cuore. Può accadere quindi che si formi un coagulo, detto trombo, che rompendosi si suddivide in piccoli frammenti, chiamati emboli, che si spostano fino a raggiungere prima il cuore e poi i polmoni causando l’embolia polmonare.

La trombosi può manifestarsi anche durante la gravidanza o in seguito di un eccessivo esercizio muscolare.

I sintomi generali, se presenti, sono un forte senso di pesantezza, dolore, edema e alterazione del colore degli arti colpiti, così come una forte sensazione di calore. È interessante notare come i segnali interessino prevalentemente una sola gamba. È possibile notare anche una leggera differenza di circonferenza tra una gamba e l’altra.

Trombosi "del viaggiatore"

Per prevenire l’insorgere di questa patologia, però, si possono seguire dei semplici accorgimenti come: bere molta acqua, evitare di fumare, evitare l’assunzione di caffè o bevande alcoliche sia prima che durante il volo, evitare di accavallare le gambe, camminare lungo la cabina quando possibile, alzarsi dal posto e distendere braccia e gambe, eseguire degli esercizi per piedi e gambe, evitare di indossare abiti aderenti ma comodi.

Quotidianamente si consiglia di tenere i piedi sollevati dal letto, almeno una decina di centimetri, praticare attività fisica costante e non esporre le gambe a fonti di calore.
Largamente raccomandato è l’uso di calze di sostegno che grazie ad un lavoro di compressione graduata apportano beneficio alle gambe.

La diagnosi di questa patologia è molto semplice e viene avvalorata dall’ecocolordoppler. Attraverso questo esame è possibile vedere la presenza o meno del trombo nella vena.
È importante andare tempestivamente in pronto soccorso qualora si presentino anche dolore al petto, mancanza di respiro, tachicardia, tosse con tracce di sangue, sintomi di principio di embolia polmonare.

In caso di trombosi venosa la terapia prescritta dal medico è farmacologica a base di anticoagulanti, farmaci che permettono al sangue di diventare più fluido o l’assunzione di eparina, per via sottocutanea.